Per le aziende che gestiscono sedi fisiche sarà sempre più importante sapersi distinguere dai rivenditori online migliorando la capacità di fornire esperienze uniche e originali nei propri punti vendita. Esperienze non solo immersive ma “instagrammabili”, note anche come “retailtainment”, che possano migliorare la visibilità di un marchio in un modo inarrivabile utilizzando i soli media digitali.

Il futuro del retail ha un nome: si chiama retailtainment

Se chiedete a un esperto di marketing cosa sia il “retailtainment”  – o marketing esperienziale – è molto probabile che ognuno vi dia una descrizione diversa. E probabilmente avrebbero tutti ragione, perché il marketing esperienziale si presenta in molte forme.

Una definizione comunemente accettata di Retailtainment è «capacità di offrire al consumatore sensazioni fisiche ed emotive durante la shopping experience». Il termine è stato coniato nel 1999 dal sociologo americano George Ritzer in un libro sull’argomento, definendolo come “l’uso del suono, del mood, delle emozioni e dell’attività per attirare l’interesse dei clienti”.

Il marketing esperienziale può migliorare la brand awareness

Le attività di coinvolgimento in-store sono più gratificanti delle solite campagne pubblicitarie, e questo perché rimangono impresse nella mente dei clienti e generano, oltre al passaparola e a un aumento delle vendite, qualcosa di ancora più importante: la fidelizzazione, l’affezione dei clienti al brand.
Rispetto a una semplice promozione o a uno sconto, le attività che genano interazione in un punto vendita rimangono nella memoria delle persone più a lungo.

Retailtainment significa dunque utilizzare il marketing come intrattenimento per generare un’esperienza unica per gli acquirenti nel punto vendita, e questo  attraverso attività coinvolgenti, suoni, movimenti o effetti speciali che creano uno stato d’animo che motiva l’acquisto.

In un momento in cui l’e-commerce sta crescendo velocemente, il retailtainment può creare un tipo di coinvolgimento tale da riportare le persone all’interno  dei negozi fisici.

Lo Store del  futuro

L’esempio che vi proponiamo nel seguente video è quello di Farfetch, una piattaforma online britannico-portoghese attiva nel settore delle vendite online di beni di moda, lusso e design, che possiede 700 boutique e marchi in tutto il mondo. Fartech ha compreso come la tecnologia sia il punto su cui partire dalla vendita al dettaglio e che le attività in-store sono il futuro del marketing. Così hanno fatto tesoro di entrambe e permesso ai loro clienti di vivere nuove esperienze utilizzando la realtà aumentata. Nel loro negozio al dettaglio di Londra, Farfetch ha fornito schermi, specchi intelligenti e totem per consentire ai clienti di visionare cronologia di acquisti, formare proprie liste di oggetti desiderabili, interagendo e riuscendo combinare la comodità e la velocità dello shopping online con la sensazione reale di quello in boutique.

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Online e fisico sono forme di esperienza complementari

Un altro esempio è quello di LEGO:  azienda che ha costruito il proprio successo su strategie di “retailtainment”.

Il primo flagship store “Retailtainment” di LEGO in Europa è stato recentemente aperto a Barcellona, in Spagna. L’innovativo negozio celebra l’icona architettonica Antoni Gaudí, offrendo nuove esperienze di gioco e prodotti coinvolgenti con molte caratteristiche locali uniche, tra cui il modello LEGO 3D della Sagrada Família e il Parco Güell.

La scelta di questa azienda fa parte della strategia di espansione dei punti vendita LEGO, che ha debuttato nel suo negozio di New York, o “Retailtainment Center”, a giugno. Il punto vendita, che è stato salutato come un’innovazione pionieristica nella vendita al dettaglio, offre esperienze di acquisto digitali e fisiche e coinvolgenti.

I suoi invidiabili risultati finanziari per il 2021 confermano che la strada è aperta e che i canali, online e fisico, sono complementari.

 

 

In un mercato sempre più competitivo le aziende che hanno qualcosa in più riescono a battere la concorrenza. Fornire esperienze nel punto vendita che vanno oltre la semplice offerta di prodotti può aumentare l’interesse del pubblico a breve e a lungo termine-

Sempre più consumatori acquistano online, ma lo shopping in negozio è ancora fiorente come dimostrano case history recenti. I consumatori più attenti, effettuano ricerche online prima di acquistare di persona, ma poi si dirigono spesso nel punto vendita se c’è una motivazione. I negozi al dettaglio devono trovare modi per distinguersi dalla concorrenza online. E fornire vie di intrattenimento nuove è un ottimo modo per raggiungere questo obiettivo.

Business Intelligence Group crede fermamente nella centralità del punto vendita fisico. Per questo è sempre più importante per il mondo retail applicare strumenti di Geolocalizzazione per il Geomarketing

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