Startup che non ce l’hanno fatta: case history da studiare per imparare ad ascoltare

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Nel dinamico e spesso imprevedibile mondo delle startup, il percorso verso il successo è irto di sfide e insidie. Per ogni storia di trionfo, esistono innumerevoli esempi di progetti ambiziosi che, nonostante le premesse promettenti, non sono riusciti a consolidarsi sul mercato. Analizzare le case history di queste startup che non ce l’hanno fatta può rivelarsi un’esercitazione formativa fondamentale per chi si appresta a intraprendere un simile viaggio imprenditoriale. L’obiettivo di questo articolo, pensato per i lettori di businessintelligencegroup.it, è di analizzare alcune di queste storie, identificando i fattori comuni che hanno portato al loro insuccesso e offrendo spunti di riflessione per evitare errori simili.

Dal cattivo timing di ingresso sul mercato alla mancanza di un modello di business sostenibile, passando per l’incomprensione delle esigenze del target di riferimento, le lezioni da apprendere sono molteplici e di fondamentale importanza. Attraverso un’analisi dettagliata e riflessiva, ci proponiamo di fornire ai nostri lettori gli strumenti necessari per affrontare con maggiore sicurezza il complesso ecosistema delle startup, illuminando i percorsi meno battuti che possono condurre al successo o, al contrario, all’insuccesso.

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Quante startup sopravvivono i 5 anni di vita aziendale: percentuali significative

Nel percorso di crescita di una startup, i primi cinque anni sono spesso indicati come un periodo fondamentale. Durante questa fase, le imprese devono non solo dimostrare la validità del loro modello di business, ma anche la loro capacità di adattarsi a un mercato in continua evoluzione, di scalare efficacemente le operazioni e di gestire le risorse in modo sostenibile. Secondo le statistiche, solo una frazione delle startup riesce effettivamente a superare questa importante pietra miliare.

I numeri indicano che, in media, circa il 30% delle startup fallisce entro i primi due anni di attività, mentre il 50% non arriva a festeggiare il quinto anno. Queste percentuali variano significativamente a seconda del settore di appartenenza, della localizzazione geografica, e della natura del mercato target. Ad esempio, le startup nel campo della tecnologia e dell’innovazione possono avere tassi di sopravvivenza diversi rispetto a quelle nel settore della ristorazione o del retail, a causa della diversa velocità di cambiamento tecnologico e delle aspettative dei consumatori.

Queste statistiche sottolineano l’importanza di una pianificazione accurata, della flessibilità strategica e dell’accesso a adeguate risorse finanziarie. Per le startup, superare la soglia dei cinque anni non è solo un traguardo simbolico, ma un indicatore significativo della loro capacità di offrire prodotti o servizi che soddisfano le esigenze di un mercato in costante evoluzione e di gestire le sfide operative e finanziarie inerenti alla crescita aziendale.

Per questo, analizzare le ragioni alla base del fallimento di molte startup può offrire spunti preziosi su cosa evitare e quali pratiche adottare per affrontare con successo nel complesso ecosistema imprenditoriale.

Esempi di startup che non ce l’hanno fatta

Startup che non ce l'hanno fatta

Nonostante l’entusiasmo e le risorse investite, molte startup si trovano a dover chiudere i battenti. Le ragioni di questi fallimenti possono essere molteplici e spesso sono il risultato di una combinazione di fattori, tra cui cattiva gestione, mancanza di un mercato adeguato per il prodotto o servizio offerto, e difficoltà nel reperire ulteriori finanziamenti. Esaminiamo alcuni casi emblematici:

Theranos

Un tempo celebrata come rivoluzionaria nel settore delle biotecnologie, Theranos prometteva di rivoluzionare i test del sangue con una tecnologia che si è poi rivelata fraudolenta. La startup è crollata a seguito di indagini giornalistiche e legali, che hanno evidenziato come le affermazioni sull’efficacia della loro tecnologia fossero enormemente esagerate.

Lezione: l’importanza dell’integrità e della trasparenza nella presentazione delle capacità del proprio prodotto.

Jawbone

Un tempo leader nel settore degli wearable, Jawbone non è riuscito a tenere il passo con i concorrenti e a innovare in modo coerente nel mercato degli smartwatch e fitness tracker. Nonostante significativi investimenti di capitale, l’azienda ha dovuto affrontare problemi legati alla catena di fornitura, ritardi nella produzione e una concorrenza sempre più agguerrita.

Lezione: l’importanza dell’agilità aziendale e della capacità di adattarsi rapidamente alle evoluzioni del mercato.

Quibi

Lanciata con grande fanfara come piattaforma di streaming video con contenuti brevi pensati per essere consumati “on the go”, Quibi non è riuscita a catturare l’interesse del pubblico, chiudendo a soli sei mesi dal lancio. Nonostante un sostanziale investimento iniziale e contenuti prodotti da nomi noti dell’industria cinematografica e televisiva, la startup non ha incontrato il favore del mercato, in parte a causa delle restrizioni legate alla pandemia COVID-19, che hanno cambiato le abitudini di consumo dei media.

Lezione: l’importanza di comprendere profondamente il proprio pubblico target e le condizioni di mercato.

MyTable

Startup nata con l’idea di rivoluzionare il modo in cui si prenota un tavolo al ristorante, offrendo anche la possibilità di ordinare e pagare anticipatamente il pasto. Nonostante l’idea innovativa e l’interesse iniziale, MyTable ha incontrato difficoltà nel scalare il suo modello di business e nel mantenere una crescita costante, culminando nella chiusura delle operazioni.

Lezione: l’importanza di un’accurata analisi del mercato e di una strategia di scalabilità efficace per rispondere alle esigenze di un settore competitivo.

Supermercato24

Pur essendo un caso di iniziale successo, Supermercato24 ha affrontato sfide significative nel mantenere la sua posizione di leadership nel mercato della consegna della spesa online. La forte concorrenza e l’emergere di nuovi giocatori con modelli di business più agili e finanziamenti più robusti hanno messo a dura prova la startup, portando a una ridefinizione del modello operativo.

Lezione: la capacità di adattarsi rapidamente alle dinamiche di mercato e l’importanza di innovare costantemente il proprio servizio sono cruciali per sopravvivere in un ambiente altamente competitivo.

Friendz

Questa startup si proponeva di rivoluzionare il marketing digitale coinvolgendo gli utenti in campagne pubblicitarie creative tramite le loro reti social. Nonostante un’idea promettente e un buon inizio, Friendz ha incontrato difficoltà nella monetizzazione del suo modello di business e nel mantenere un tasso di crescita sostenibile, portando a questioni finanziarie.

Lezione: l’importanza di una chiara strategia di monetizzazione sin dall’inizio e la necessità di costruire relazioni solide con i propri partner commerciali.

Powa Technologies

Questa startup britannica specializzata in pagamenti digitali e mobile commerce aveva raccolto ingenti somme di denaro, venendo valutata oltre 2 miliardi di dollari. Nonostante le alte aspettative, Powa Technologies è fallita a causa di una gestione finanziaria discutibile, un modello di business non sostenibile e la mancanza di una chiara strategia di monetizzazione dei propri servizi.

Lezione: la necessità di un solido piano finanziario e di una strategia commerciale chiara per guidare la crescita sostenibile.

Boo.com

La storia di Boo.com è emblematica nel contesto europeo. Startup del settore e-commerce per la moda e lo sport, lanciata alla fine degli anni ’90, Boo.com consumò rapidamente oltre 135 milioni di dollari in fondi di investimento a causa di un eccessivo burn rate, decisioni di marketing costose e problemi tecnologici. Crollò in meno di un anno dalla sua fondazione.

Lezione: l’importanza di una gestione finanziaria prudente e di un’infrastruttura tecnologica adeguata alle ambizioni dell’azienda.

L’importanza dell’ascolto: come la ricerca di mercato può salvare una startup in crisi

Startup che non ce l'hanno fatta ricerca di mercato

Per avere successo, è fondamentale che le imprese mantengano un dialogo costante con il loro mercato di riferimento, utilizzando la ricerca di mercato per adattare, affinare e talvolta ripensare le loro strategie. Questo processo di ascolto attivo può fare la differenza tra il successo e il fallimento.

  • Identificazione precoce delle tendenze: La ricerca di mercato aiuta le startup a individuare tendenze e cambiamenti nelle preferenze dei consumatori prima che diventino evidenti. Questa anticipazione permette di adeguare i prodotti o i servizi offerti alle nuove esigenze, mantenendo l’offerta aziendale rilevante e desiderabile.
  • Misurazione della soddisfazione del cliente: Attraverso sondaggi, focus group e analisi dei dati, le startup possono ottenere un feedback diretto sulla soddisfazione dei clienti. Questo feedback è fondamentale per identificare aree di miglioramento, correggere rapidamente eventuali difetti e aumentare la fidelizzazione dei clienti.
  • Validazione del prodotto: Prima di investire risorse significative nello sviluppo e nel marketing, è essenziale convalidare l’idea di prodotto con il mercato di riferimento. La ricerca di mercato offre una valutazione oggettiva del potenziale di accettazione e successo di un prodotto, riducendo il rischio di fallimenti costosi.
  • Comprensione dei concorrenti: Mantenere un monitoraggio costante della concorrenza attraverso la ricerca di mercato permette alle startup di riconoscere i punti di forza e di debolezza dei propri competitor. Questo insight può guidare lo sviluppo di strategie competitive più efficaci e l’identificazione di nicchie di mercato meno saturate.

Case Study: Un esempio di come la ricerca di mercato possa salvare una startup in crisi è rappresentato dalla storia di un’app di fitness che, dopo un lancio inizialmente promettente, ha visto diminuire l’interesse degli utenti. Attraverso un’approfondita ricerca di mercato, l’azienda ha scoperto che i consumatori cercavano funzionalità social più integrate per competere e condividere i progressi con gli amici. Rispondendo a questa esigenza, la startup ha implementato nuove funzionalità, rilanciando il prodotto con un focus rinnovato sull’aspetto comunitario e sociale, il che ha portato a un significativo incremento dell’engagement degli utenti e della crescita organica. Per saperne di più scrivici a [email protected]


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Di |2024-03-26T18:42:38+01:00Aprile 2nd, 2024|Categorie: Ricerche di Mercato|

Scritto da:

Business Intelligence Group è una delle poche aziende in Italia in grado di supportare i propri clienti (Grande Distribuzione, Produttori, Agenzie di Comunicazione, Società di Consulenza e Istituti di Ricerche di Mercato) dalla realizzazione di indagini di mercato all’ implementazione di sistemi hardware e software per lo sviluppo di reportistica ed analisi di grandi quantità di dati (Data Lake). Business Intelligence Group Srl si avvale di una piattaforma tecnologica proprietaria che le permette di raccogliere, organizzare ed analizzare una grande mole di dati attraverso le tecniche big data e sistemi di Intelligenza artificiale. La società offre anche servizi di consulenza e formazione attraverso la piattaforma di e-learning nell’ambito del marketing e comunicazione aziendale.
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