L’open innovation

Sono sempre di più le grandi imprese e Pmi presenti in Italia che sposano il concetto di open innovation, aumentando il budget destinato a tecnologia ed informazione.

Il digitale italiano, infatti, nel 2022 è in ripresa. Nonostante i dati non eccezionali, infatti, un risultato positivo è comunque un buon segnale, soprattutto considerando la presenza della pandemia.

Secondo alcune stime, inoltre, gli investimenti nel settore sono in crescita del 4%, un livello pari a quello dell’epoca pre Covid.

Infine, osservando  l’ultima edizione dell’Osservatorio Startup Intelligence e Digital Transformation Academy del Politecnico di Milano, che ha visto coinvolti oltre 1,8 mila Chief Innovation Officer e Chief Information Officer, è possibile notare come l’81% delle grandi aziende siano già coinvolte a livello operativo nell’open innovation. Inoltre, di queste, bel il 49% ha avviato collaborazioni con startup al fine di esplorare le innovative tecnologie e scoprire tutte le nuove opportunità di business disponibili.

Una continua innovazione

Il settore del digitale, nel nostro Paese, ha ripreso ad avanzare dopo uno stop forzato nel 2020. La ripresa è stata veloce e sono moltissime le aziende che stanno scoprendo una normalità tutta nuova, fatta di opportunità mai esplorate prima.

Sicuramente, infatti, l’innovazione a livello digitale e tecnologico è necessaria per la sopravvivenza di moltissime imprese all’interno di ambienti sempre più competitivi. Muoversi, qui, diventa impossibile senza la giusta evoluzione.

Anche il fattore delle transizione ecologica, poi, non è da sottovalutare. Infatti, questa risulta essere una vera e propria esigenza ed è fondamentale collaborare. Per questo, sono moltissime le collaborazioni avviate con centri di ricerca ed università, ma non solo. Anche le azioni di startup intelligence possono sostenere in questo fondamentale cambiamento collettivo.

Investimenti e sicurezza

Gli investimenti delle grandi aziende di quest’anno si concentrano principalmente su:

Al contrario, passano in secondo piano gli investimenti incentrati su e-commerce e smart working, aumentati in maniera esponenziale dall’inizio della pandemia.

Oggi, però, le esigenze cambiano e in questo mondo in continua evoluzione si rivela fondamentale la digitalizzazione.

Anche le piccole e medie aziende investono. Qui, le priorità coinvolgono il settore dell’It security e delle applicazioni legate ai progetti di Industria 4.0.

Infine, l’emergenza sanitaria ha accelerato la realizzazione di moltissimi progetti di digitalizzazione, specialmente all’interno delle grandi imprese.

Open innovation

Open innovation: il digitale e le aziende che si uniscono – Immagine di Unsplash di Kevin Ku

Open innovation: un’organizzazione che evolve

Insieme all’inserimento all’interno delle aziende dei processi di innovazione vi è la variazione dell’organizzazione interna.

Infatti, i modelli organizzativi svolgono un ruolo fondamentale nella diffusione dei nuovi processi, donando all’impresa una nuova cultura, tutta digitale.

Proprio per questo, ad accompagnare investimenti riguardanti la tecnologia ed i processi di digitalizzazione c’è un nuovo profilo dal punto di vista organizzativo, ridimensionato e capace di adattarsi alle nuove esigenze.

Un cambiamento, dunque, globale e fondamentale al fine di dare una direzione innovativa all’azienda.

Che sia una grande struttura direzionale o una figura singola a cui viene affidato il compito, il nuovo business aziendale richiede una valida giuda ed una buona gestione.

Ad oggi, il 39% delle grandi imprese possiede già una direzione incaricata a diffondere, gestire e controllare il processo innovativo. Al contrario, invece, nelle piccole e medie imprese ruoli dedicati esclusivamente al digitale ed alla sua evoluzione si rivelano ancora molto rari.

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