Uno sguardo ravvicinato su come il Festival si sia spostato dal palco al telefono: clip, reaction, algoritmi e frammenti che vincono sul rito.
a cura di Alessio Bientinesi – Business Intelligence Group
Che lo spettacolo non sia più solo sul palco del Teatro Ariston, ma nel telefono di chi lo guarda.
Il Festival si vive per strada, sì. Ma soprattutto si scrolla.
Il Festival degli sconosciuti (e dei commentatori)
Un tempo Sanremo era raccontato da Rai 1. Punto. Oggi è raccontato da chiunque abbia uno smartphone:
reaction su YouTube, clip su TikTok, meme su Instagram. Non guardi quattro ore di diretta: guardi il minuto che diventa virale.
E allora viene da chiedersi: gli ascolti televisivi raccontano davvero qualcosa? O sono solo una parte di un’enorme conversazione parallela?
Sanremo è diventato il Festival degli “sconosciuti”: la narrazione è decentralizzata.
Il potere non è più solo nel palinsesto, ma nell’algoritmo.
Il problema? Non si guarda più tutto. Si guarda solo quello che conferma ciò che già pensi.
I giovani non guardano la TV. Guardano la reazione alla TV.
Molti non sono a casa davanti al televisore. Sono in giro. Sotto l’Ariston. Al bar. Ma soprattutto online:
sui social scegli cosa vedere, commenti in tempo reale, ti specchi nell’opinione degli altri, senti di far parte di qualcosa.
La TV ti chiede tempo. Il social ti dà frammenti. E nel 2026 il frammento vince sul rito.
Carlo Conti e il paradosso della normalità
Alla conduzione c’è Carlo Conti. Professionale. Solido. Sicuro. Fa quello che deve fare. E lo fa bene.
Ma la domanda è un’altra: in un mondo che vive di accelerazioni e contenuti verticali, basta essere bravi?
La conduzione classica funziona ancora, ma parla un linguaggio televisivo in un contesto che ormai è digitale.
Non è un problema di competenza. È un problema di ritmo culturale.
I VIP esistono ancora?
Una volta il VIP era inarrivabile. Oggi lo incontri per strada. Gli scrivi su Instagram. Ti risponde. Forse.
La distanza si è ridotta. La celebrità si è democratizzata.
Ma quando tutti possono diventare famosi con un video, la fama vale ancora allo stesso modo?
Sanremo manda un messaggio potente: “Non sono così lontani da voi.”
È ispirante. Ma è anche illusorio. Puoi diventare virale. Restare rilevante è un’altra storia.
L’esperienza dal vivo: autenticità o scenografia?
Essere lì conta ancora: il caos, i volti, l’energia. Ma anche dal vivo sono tutti col telefono in mano.
Non vivi il momento. Lo catturi. Sanremo è diventato questo: un evento che esiste mentre viene condiviso.
Tra cinque anni?
Forse sarà ancora su Rai 1. Forse sarà soprattutto su Instagram. Forse nascerà già pensato per TikTok.
La verità è che Sanremo sopravvive perché si trasforma.
Ma la domanda resta: è ancora un evento collettivo o è diventato uno specchio dove ognuno guarda solo il riflesso che preferisce?
E soprattutto: stiamo guardando Sanremo… o stiamo guardando noi stessi mentre lo guardiamo?


