Conoscere le tendenze di mercato e la sua evoluzione ci consente di delineare quali saranno le professioni più richieste nei prossimi anni.

Saper anticipare i bisogni significa comprenderne i meccanismi profondi e non sempre il sistema scolastico è attrezzato per farlo in modo efficace.

L’importanza della formazione superiore – Quali saranno le professioni più richieste 

La penisola italiana già nel medioevo ospitava alcune università come l’Alma Mater Studiorum a Bologna, la cui fondazione risalirebbe al 1088, l’università di Padova nata nel 1222 o l’università degli studi di Napoli creata da Federico II di Svevia nel 1224. È chiaro che dal medioevo ad oggi le cose sono radicalmente cambiate ma il ruolo che questa istituzione ha nel processo di formazione della nuova classe dirigente (élite politica) e del futuro del paese non è mutato nel tempo. Nonostante siamo stati i primi al Mondo ad aver capito la strategicità di avere un sistema formativo di eccellenza, dal rapporto dell’OCSE del 2009 risulta che la spesa pubblica in educazione terziaria è meno dell’1% del PIL a fronte di una media dei paesi OCSE del 1,5%. Inoltre, la spesa per studente risultava in media di 5.628 € contro una media OCSE pari a 8455 €. Se si comprendono le spese di ricerca e sviluppo la media italiana è di 8.725 € contro una media OCSE di 12.336 €.

Quali saranno le professioni più richieste nel 2030?

A cosa serve l’Università – Quali saranno le professioni più richieste 

Senza entrare nel merito sul dibattito infinito fatto negli anni da studiosi ed esperti su qual è o quale dovrebbe essere il ruolo dell’Università, a mio avviso l’università deve svolge un “ruolo costituzionale” per lo sviluppo culturale, sociale, scientifico e democratico di un Paese e non ha solamente valore economico. Sono infatti convinto che la formazione Universitaria, che molto spesso viene confusa con l’informazione, abbia un ruolo fondamentale nel fornire tutti gli strumenti per forgiare persone migliori. L’università dal mio punto di vista dovrebbe essere considerata come un luogo di confronto, di scambio e di crescita utile allo sviluppo di tutto il tessuto sociale, politico economico e culturale di un Paese. Partendo da questo assunto pare chiara la distanza tra quelle che sono le esigenze intrinseche ed immediate da parte del tessuto economico e quella che è l’impostazione ed i tempi che sono necessari per attuare questo nobile ruolo dato alla formazione Universitaria.

I trend di mercato – Quali saranno le professioni più richieste 

Visto che il nostro sistema scolastico non è ancora attrezzato per orientare al meglio le nostre giovani generazioni, abbiamo analizzato le evoluzioni del contesto socio economico del Paese per capire quali figure potrebbero essere utili nel 2030. In generale, i macro trend ci fano pensare che I settori più all’avanguardia saranno indubbiamente quelli ad alto contenuto tecnologico e della green economy. Ma anche la più tradizionale assistenza alla persona avrà un forte sviluppo, a causa dell’invecchiamento della popolazione. In buona sostanza si prevedono professioni che tratteranno i temi di:

  • Innovazione e sviluppo tecnologico
  • Salute e Benessere
  • Ecosostenibilità, green
  • Accessibilità ed inclusione sociale

Le nuove professioni “intelligenti” – Quali saranno le professioni più richieste 

Il Bureau of labor statistics del dipartimento del Lavoro di Washington, uno degli osservatori più importanti al mondo, ha previsto quali mestieri e settori avranno la più rapida crescita, stimando il numero di posti creati. Medico della memoria, personal trainer dell’orto, infermiere a domicilio, riciclatore tecnologico, broker del tempo, manager anti-spreco; queste sono alcuni delle possibili competenze che saranno richieste nei prossimi 10-20 anni. Al di là delle specifiche professioni quello che è importante è come le aziende e la vita all’interno delle aziende sta cambiando. Tra tutti i cambiamenti è chiaro che la concezione del posto di lavoro con regole fisse è destinata a cambiare e che alcuni concetti importanti sono già in essere in molte aziende già oggi:

  • Work life bilance
  • Smart Working
  • Valutazione per obiettivi
  • Globalizzazione delle aziende
  • Mobile entreprise
  • Social company
  • Self- Employement

L’importanza della formazione continua – Quali saranno le professioni più richieste 

Parafrasando Darvin e la sua famosa teoria sull’evoluzionismo, “in un sistema in evoluzione non sopravvive la specie più forte, ma quella capace di adattarsi al cambiamento”. Questa affermazione spiega bene l’importanza della formazione continua come unica via per governare il cambiamento piuttosto che subirlo. Saper scegliere un percorso formativo rispetto ad un altro è importante. Grazie anche alla diffusione di piattaforme che consentono la formazione a distanza è cresciuta in modo esponenziale l’offerta formativa messa a disposizione. Oggi è possibile seguire comodamente da casa corsi on line di ogni genere. Credo che la cosa importante, al di là degli strumenti, sia quello di cercare di bilanciare bene le ambizioni personali, le proprie inclinazioni, le capacità e le tendenze di mercato. L’unico suggerimento che posso dare è quello di confrontarsi con chi nel tempo è riuscito a cambiare con successo anticipando un po’ quelle che erano le tendenze in atto. Dal mio punto di vista, nel mio processo di formazione continua, è stata illuminante questa frase di Warren Buffet “Wall Street è l’unico posto in cui la gente va a farsi consigliare in Rolls-Royce da gente che si sposta in metropolitana”.

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